Vendetta trasversale.

 

 

Il nostro paese sarebbe certamente migliore senza le ingerenze di questa Chiesa, che pretende di imporre a tutti la sua morale, anche a chi non crede ad essa.

Purtroppo non si riesce a contrastarla sulla questione dell’aborto, della RU486, dell’eutanasia e sull’ingerenza nella vita politica italiana e si crede di poter ottenere una vittoria, o qualche vantaggio, combattendola su un simbolo che a qualunque cosa si creda, rappresenta comunque un passo importante e sopratutto positivo nella storia dell’umanità.


Una vendetta trasversale.

La sentenza della Corte Europea sul crocefisso nelle scuole mi ricorda proprio tale espediente mafioso, e non penso che togliendo il crocefisso dai muri, sopratutto nel contesto storico attuale, si avrà qualche profitto in termini di diritti civili.

Semmai il contrario, quel crocifisso appeso ai muri, è lì a ricordare ad ogni cattolico la sua cattiva coscienza: lo si dovrebbe appendere anche nella cabina elettorale semmai.

 

Dal punto dei vista dei laici, quella sentenza è sembrata un trionfo: a sinistra si sono levati squilli di tromba, ma tutta quell’euforia renderà più duro tornare con i piedi per terra quando scatteranno, con molto probabile successo, le contromisure dei politici italiani, sempre ligi, a destra e a sinistra, a inchinarsi ai desideri dei cardinali S.p.A prima ancora che al Cristo in croce.

Quindi tutti pronti a levare gli scudi, quando il fondamentalismo cattolico, che prende sempre più piede in questo paese, facendosi forte di una futura sentenza favorevole, ribadirà con maggior prepotenza il suo credo in salsa leghista.


E’ diventata proprio strana la sinistra in Italia: sino a ieri si sperava di un paese realmente laico e moderno, in cui una coppia omosessuale, regolarmente sposata, potesse adottare un figlio da mandare in una scuola con un crocefisso appeso al muro…e oggi le sue battaglie sono tutte per consentire alle donne islamiche di portare il velo: ovviamente senza che nessuno di loro si chieda che strumenti legislativi trovare per una donna musulmana che quel velo proprio non vuol portarlo.

Dopotutto perchè sforzarsi tanto, quegli strumenti ci già sono nella Sharia (già in parte consentita nel Regno Unito), e qualche musulmano in Italia li usa con discreto successo.



Travaglio ha scritto un articolo secondo me bellissimo sul significato del crocefisso, e io non voglio ripetere quanto da lui già detto, ma aggiungo solo che Gesù è stato il primo a dire che gli uomini sono tutti uguali e liberi, dandone lui per primo esempio con la sua vita e con la sua morte, e dopo quella lezione, gli uomini migliori nel corso della storia, hanno provato a rendere pratico quell’insegnamento: alcune volte riportando grandi succesi, come con la carta universale dei diritti dell’uomo, a cui i paesi arabi non hanno aderito. Altre volte con meno “fortuna”, come per il socialismo reale.


Giusto per essere chiaro, io per primo sono convinto che il nostro paese debba essere laico, ma qualcuno mi spieghi per favore, come si arrivi a questo risultato sostituendo la croce con il burqa: “Al posto dell’altra guancia, porgiamo tutta la capoccia…”





 

Vendetta trasversale.ultima modifica: 2009-11-13T18:19:00+00:00da veleno-72
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2 pensieri su “Vendetta trasversale.

  1. Crocifisso e burqa sono due questioni distinte. Il crocifisso me lo impone lo Stato e oggi, che la religione cattolica non è più religione di stato, sta solo a indicarmi quanto dovrebbe essere normale per i cattolici permettere a Vaticano di ingerire quotidianamente in un stato estero. Il burqa a quella donno o glielo impone la famiglia oppure è lei che se lo vuole mettere perché per cretineria le piace portare quel coso; ma vietarlo sarebbe esattamente come vietare a una persona di indossare un crocifisso fuori dalla maglietta, o impedire a una famiglia di dire a i propri figlio come deve vestirsi.
    Lo so anch’io che l’imposizione del burqa da parte della famiglia non è giusta, però è pari a molte altre imposizione che le famiglie italiane fanno a propri figli e senza che nessuno si ponga il problema di impedirle.

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