Se i gay piangono, i trans non ridono…

Abbiamo assistito in questi giorni all’affossamento della legge sull’omofobia, dove il PD ha salito un altro gradino di quella scala che lo porterà ad avere la stessa credibilità di Emilio Fede.

L’unica speranza per i gay, visto la pasta di cui sono fatti quelli che dovrebbero difenderne i diritti, è che se ne occupi la destra: vedi la puntata di ieri a Porta a Porta, dove la sinistra ha sventolato bandiera bianca sui diritti delle donne islamiche, lasciando il problema in mano alla Santanchè e a La Russa.

Rimane tanta strada da fare, di più ancora per gli omofobi, per Chiesa Cattolica e per chiunque nutra pregiudizi verso gli omosessuali.

Eppure la condizione omosessuale è nella natura umana ed è stata chiaramente identificata e studiata anche nel mondo animale ormai da anni.

Già nella Grecia classica era pratica comune, e anzi, tra i ceti più colti era ritenuto più naturale avere relazioni tra uomini: leggere il Simposio di Platone per credere.

Poi è arrivato il cristianesimo, e sino ai nostri giorni è proprio tale cultura ad essere la più feroce avversaria di queste giuste rivendicazioni da parte delle comunità gay, come se la storia non avesse già dimostrato mille volte quanto la Chiesa Cattolica si sia macchiata di torti nell’impedire il progresso delle società.

Io non penso che personaggi come la Binetti, Buttiglione, Boffo, i papaboys siano ignoranti – forse lo è la gente comune che va in chiesa la domenica (o che più spesso non ci va) e il pomeriggio guarda Buona Domenica – le cose che ho scritto le conoscono bene, anche meglio di me, per cui se ne deduce che la loro sia malafede, o banale ipocrisia, che è l’essenza prima del cattolico dai tempi del concilio di Nicea.

Ignoranza, malafede e ipocrisia, una miscela letale: basta e avanza per i gay per altri 400 anni, tanti quanto ce ne è voluto alla Chiesa Cattolica per chiedere scusa a Galileo e a Bruno Giordano….con i distinguo dell’attuale papa si intende.

Per fortuna non tutte le istituzioni sono cattoliche (o islamiche), e già l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Comitato Olimpico Internazionale, legiferano e si regolamentano non di certo in base a pregiudizi o credenze religiose.

L’OMS ha già da anni cancellato l’omosessualità dall’elenco delle malattie psichiatriche e il CIO tiene conto dei diversi generi sessuali per il regolare svolgimento delle gare.

E si cari miei, perchè non ci sono solo uomini e donne ovvero cromosomi XY e XX, ma ci sono tante altre combinazioni tra essi che confondono i generi, a partire dai caratteri sessuali secondari: tono della voce, peli, spalle e muscolatura ecc., in pratica, non basta avere la patatina o il pisellino per essere definito maschio o femmina. Basti ricordare il recente caso di Caster Semenya agli ultimi mondiali di atletica, e prima di lei/lui ce ne sono stati tantissimi altri: donne che vincono medaglie, cambiano sesso e mettono su una bella famiglia tradizionale…leggete gli articoli che vi linko qui e qui.

Per cui, diventano artificiose la argomentazioni della Chiesa Cattolica, che predica la dignità della persona nel significato più alto del termine, ma dietro tante belle parole nella pratica si limita solo a guardare quello che c’è in mezzo alle gambe.

Alla luce di ciò fa ancora più rabbia quanto un trans debba subire nella vita di tutti i giorni, evidentemente più di un gay, a partire dall’essere praticamente costretto alla prostituzione per sopravvivere.

Se un bambino nasce con una malattia, i cattolici “tutti contenti” organizzano “viaggi della speranza” a Lourdes, se invece nasce una donna nel corpo di un uomo sei destinato ad essere un reietto….è il cazzo che lo dice, l’anima e la persona non contano.

Siccome da piccolo ho frequentato il catechismo, senza essere molestato per fortuna, qualcosa del Vangelo me lo ricordo ancora, e se un giorno dovesse veramente arrivare il giorno del giudizio non ci si potrà giustificare dicendo: “Me l’ha detto il papa…“: questo i credenti dovrebbero saperlo bene.

 

 

Se i gay piangono, i trans non ridono…ultima modifica: 2009-10-15T20:52:00+00:00da veleno-72
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6 pensieri su “Se i gay piangono, i trans non ridono…

  1. Ciao, mi chiamo Guido Mastrobuono e sono un cacciatore di articoli per un concorso che si chiama “Concorso Permanente di Parole ed Immagini” e mette a confronto articoli che stimolino una discussione in ambito folisofico, sociale o politico (vedi l’indirizzo http://lavoristi.ning.com/profiles/blogs/concorso-permanente-di-parole).

    A mio avviso, questo articolo arricchirebbe il nostro concorso e volevo suggerirti di inserirlo.

    Il concorso, in realtà, è una scusa per convincere la gente a metterci a disposizione spunti per la discussione. Noi poi ne parliamo e ci creiamo un’idea nostra sui più svariati argomenti.
    Infatti, la concorrenza tra autori non è una cosa che ci appartiene: noi creiamo nella collaborazione. E dal confronto con gli altri, noi aumentiamo il nostro sapere.
    Comunque la pubblicazione offerta in premio ai vincenti è vera ed effettiva.

    Se lo vorrai, potrai tranquillamente inserire, al piede degli articoli un link al tuo blog cosa che lo renderà più noto e facilmente raggiungibile.

    Un saluto

    Guido Mastrobuono

  2. Ritengo che da millenni, la morale religiosa, (occidentale soprattutto) si occupi fin troppo delle forme di cui siam dotati in mezzo alle gambe e di come ne facciamo miglior uso, con chi, quante volte, con penseri impuri o con stravaganza.
    E penso che, maggior sia il deisderio di repressione, ugualmente alto sia la tendenza al proibito: lecito o meno lecito.

    Quanto alle allodole (sei tu??), il mio è un rispetto in quanto esseri viventi e dotati peraltro di una spettacolare dota ma, sì, converge il mio pensiero che, forse, sarebbe meglio stropicciarsi gli occhi una volta di più, prima di farsi abbagliare dal primo “specchietto”.
    Ma, tant’è… .

    Grazie delle tue impronte.

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