Burqa e velo: libertà di scelta o libertà di religione?

L’argomento con cui inizio questo blog si dice sia scottante e di difficile soluzione…io personalmente penso non sia così.

L’idea non mi è venuta dall’ultima puntata di DOMENICA 5 con ospite l’on. Santachè, che purtroppo non ho potuto vedere, e che durante la quale, da quanto leggo nel sito de Il Giornale, un italiana convertita alla fede di Maometto avrebbe addirittura auspicato un tribunale islamico in Italia, ma da una rubrica nel sito web de l’Espresso :” la proposta dei lettori ”.

Qui una lettrice auspica un dibattito sull’argomento all’interno dell’area progressista sulla questione del velo e dell’emancipazione delle donne musulmane, e nei commenti dei lettori rimanda ad un sito in cui già se ne parla: femminileplurale .

Purtroppo chi come me è di quell’area politica sa che a sinistra ormai si fa solo un gran chiacchierare su tutto, e che quelli che una volta erano punti di riferimento chiari si fanno sempre più opachi dietro le nostre manie retoriche.

Questo comporta che ad ogni spunto di riflessione che potrebbe essere interessante ne corrispondono 4 o 5 che complicano la questione: cito testualmente dal sito -”…Nasce così il paradosso: evitare la discriminazione della minoranza musulmana nel suo complesso pare equivalere ad abbandonare alla discriminazione interna le donne che vi appartengono. Per non lasciar discriminare si dovrebbe discriminare? Siamo punto e a capo.”-…e ti pareva.

Ammetto che il paradosso esiste e il problema è ben posto, ma si prosegue con:- “considerare le donne islamiche vittime passive di tradizioni arretrate non restituisce loro alcuna dignità.”- a no? E cosa restituirebbe loro dignità?

Si continua con la lista di tutti i luoghi comuni del caso degni di un talk show qualsiasi concludendo con il capolavoro che dopotutto, siccome in Italia le donne pur avendo diritti civili almeno sulla carta, non ne hanno nella pratica, non è il caso che proprio noi si punti l’indice a come i musulmani trattino le loro.

E’ dunque facile rispondere che i diritti delle donne islamiche invece sono scritti sul Corano e buon pro gli faccia.

Eppure non c’è’ bisogno di distinguere tra destra e sinistra: già nel programma delle scuole medie c’è lo studio della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino e la Dichiarazione universale dei diritti umani: è difficile stabilire in base a questi, che le donne islamiche sono libere di scegliere se seguire i precetti della loro religione o meno?

Sembrerebbe di si visto che nel 1981 fu proclamata la Dichiarazione islamica dei diritti dell’uomo in virtù del fatto che la “nostra” non sarebbe compatibile con la concezione della persona e della comunità che ha l’Islam, e che in pratica ribadisce che è il Corano e la Sharia a essere legge e diritto per i musulmani.

Allora una scelta dobbiamo farla noi: quale delle Dichiarazioni far valere in occidente???

Siccome la risposta mi pare scontata, vale la pena continuare a nascondere la testa sotto la sabbia e far finta che la religione e la tradizione islamica non sottomettano le donne?

Se tutti nasciamo liberi e liberi di professare la propria religione, una donna può scegliere liberamente se indossare il velo o meno?

E se libera non lo è, come la si difende? Con la Santachè o con le chiacchiere della sinistra?

Intanto che scegliete, date un occhiata a questo blog e nel frattempo attenti a non fare la fine dell’avvocato di Mr. Burns…

 

Burqa e velo: libertà di scelta o libertà di religione?ultima modifica: 2009-09-29T02:05:00+00:00da veleno-72
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